Imprese agricole: dal MiSE contributi per macchinari e software

Firmato il Decreto con cui il Ministero dello Sviluppo economico, sentito il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, fissa le regole per le agevolazioni previste dalla Legge di Bilancio 2020.

A disposizione ci sono 5 milioni di euro per le imprese agricole che vogliono investire in beni strumentali nuovi materiali e immateriali.

Possono beneficiare delle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese che determinano il reddito agrario ai sensi dell’articolo 32 del TUIR, attive nella produzione agricola primaria, nella trasformazione o commercializzazione di prodotti agricoli, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali.

Le agevolazioni sono concesse, entro il limite di 20.000,00 € per beneficiario, nella forma del contributo a fondo perduto, pari al 30% delle spese ammissibili. 
La percentuale sale al 40% se si tratta di beni strumentali materiali o immateriali (software e applicazioni) che rientrano nella lista del piano Industria 4.0 (allegati A e B della legge 232 del 2016). 

Le spese ammissibili devono essere pari ad almeno 5.000,00 € e vengono escluse quelle relative a beni usati o sostenute attraverso leasing mentre l’Iva è ammissibile solo se effettivamente sostenuta dall’impresa beneficiaria e non recuperabile.

Per accedere alle agevolazioni, gli investimenti devono:

  • iniziare dopo la presentazione della richiesta di contributo;
  • concludersi entro 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione;
  • essere mantenuti per almeno 3 anni.

I termini di presentazione delle domande saranno definiti con successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del ministero dello Sviluppo, si procederà con una procedura valutativa a sportello quindi in ordine cronologico. 

Le istanze andranno inviate seguendo la procedura informatica che sarà disponibile sul sito del ministero e saranno necessari indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al Registro delle imprese e firma digitale del legale rappresentante o di un suo delegato. 

Fino al 3% del plafond di 5 milioni di euro potrà essere destinato dal ministero alle attività di assistenza tecnica per la gestione dell’incentivo.

La spesa minima ammissibile è di 5mila euro; sono esclusi i costi relativi a beni usati o leasing, mentre l’IVA rientra tra le spese ammissibili solo se sostenuta dal beneficiario e non è recuperabile.