Rete del lavoro agricolo di qualità: chi può aderire e come funziona

Le imprese agricole che si distinguono per il rispetto delle norme in materia di lavoro, legislazione sociale, imposte sui redditi e sul valore aggiunto sono quelle che si ritrovano nella “Rete del lavoro agricolo di qualità”.

Introdotta dalla Legge n. 116 del 11 agosto 2014 e successivamente modificata dalla Legge n. 199 del 29 ottobre 2016, al fine di estendere l’ambito dei soggetti che possono aderire alla rete, nonché estendere l’ambito delle funzioni svolte dalla cabina di Regia della rete stessa, la Rete del lavoro agricolo di qualità, rappresenta il riconoscimento dell’organizzazione del lavoro etica e rispettosa della legge delle imprese aderenti

L’adesione alla rete determina, infatti, che le aziende iscritte non siano prioritariamente oggetto dei controlli posti in essere dagli organi di vigilanza del Ministero del lavoro e dell’INPS.

Si tratta di una rete istituita presso l’INPS per individuare le imprese agricole “virtuose” sul territorio.

La rete del lavoro agricolo di qualità nasce con l’intento di arginare il fenomeno del caporalato nel settore agricolo del nostro paese, come strumento di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, dando vita ad una sorta di “white list”.
In particolare le aziende agroalimentari aderenti alla rete, non dovranno aver riportato condanne penali per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale, essere destinatarie, negli ultimi tre anni di sanzioni amministrative per violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e rispetto degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e delle tasse e dovranno essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha pertanto l’obiettivo di promuovere, asseverandone l’attività, la regolarità delle imprese agricole in possesso di determinati e specifici requisiti. Sono attualmente 4.506 le aziende che hanno aderito alla Rete del Lavoro agricolo di qualità.

L’appartenenza alla rete nazionale si configura come un valore aggiunto, preso a riferimento da alcune Amministrazioni locali, quando è stata considerata requisito fondamentale nell’ambito dell’iniziativa di Cuore della Puglia, volta alla promozione di prodotti agroalimentari provenienti esclusivamente da aziende del territorio aderenti all’elenco delle imprese della Rete. Tale sensibilità è ancora più forte se si considera che è buona prassi per la Grande Distribuzione Organizzata, che a partire dal 2021, tratterà solo con fornitori agricoli, sia diretti che indiretti, iscritti alla Rete.

L’obiettivo della Rete è quindi quello di garantire una sorta di certificazione di qualità o etica, afferente al non utilizzo di lavoro nero per le imprese, favorendo in prospettiva, anche attraverso le grandi reti di distribuzione, una via “privilegiata” per tali imprese.

L’iscrizione alla Rete viene ufficializzata con la pubblicazione dell’elenco delle aziende ammesse, in continuo aggiornamento.

Confcooperative Puglia, nell’ambito del progetto SIPLA sud, (Sistema Integrato di Protezione per i Lavoratori Agricoli), co-finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020, in qualità di partner di progetto, comunica il proprio interesse verso una pratica virtuosa che mette insieme imprenditori orientati a promuovere un’agricoltura etica e sostenibile.

L’unione regionale della cooperazione sarà impegnata direttamente in attività di “Costituzione di una rete di aziende agroalimentari aderenti ai centri S.I.P.L.A” e promuoverà l’adesione, da parte di imprese agricole ed agroalimentari, alla “Rete del Lavoro Agricolo di Qualità”.

Per ulteriori informazioni si potrà contattare il Dott. Gian Marco Lucarelli, che per Confcooperative Puglia sta curando la fase di informazione (lucarelli.g@consorzioleader.com).

COME FARE DOMANDA

Le imprese interessate a far parte della Rete del lavoro agricolo di qualità devono presentare la domanda online attraverso la sezione dedicata sul sito web dell’INPS.

È necessario essere dotati di una PEC, il cui indirizzo verrà indicato, confermato o modificato nella procedura di gestione del servizio.

Il richiedente può verificare in qualsiasi momento lo stato della domanda, segnalato con appositi simboli grafici: “Compila modulo”, “Trasmessa”, “Presa in carico”, “Accolta”, “Accolta con riserva” (se è in corso un supplemento di istruttoria che prevede ulteriori verifiche) e “Respinta”.

Al termine della compilazione, il corretto invio e la ricezione da parte dell’INPS sono confermati dalla possibilità di visualizzare e stampare copia datata dell’istanza. L’esito dell’istanza verrà comunicato tramite l’indirizzo PEC indicato dal richiedente.