Il fabbisogno in freddo dei fruttiferi

Per superale la fase di dormienza le piante arboree devono trascorrere un certo periodo di tempo a basse temperature.

Il periodo varia da specie a specie e anche tra le diverse cultivars.

Come si calcola il cumulo di ore che soddisfano il “fabbisogno in freddo” delle piante?

Per la stima del fabbisogno in freddo ci sono numerosi metodi, tra cui uno molto semplice, che consiste nel calcolo del numero di ore con temperatura inferiore ai 7° C e l’altro, più complesso e più preciso, denominato “metodo Utah“.

Metodo Weinberger: sommatoria delle ore del giorno con temperatura < 7°C.
Metodo Utah: tiene conto anche delle ore che superano, per eccesso o difetto, il range di temperatura ottimale al soddisfacimento del “fabbisogno in freddo” delle piante (2.5<T<9,1°C).
Con questo metodo il cumulo è espresso in C.U. (chilling unit), utilizzando i parametri riportati nella tabella seguente:

Temperatura (°C)C.U.
T<1,40
1,5<T<2,40,5
2,5<T<9,11
9,2<T<12,40,5
12,5<T<15,90
16<T<18-0,5
t>18-1

Con il metodo Utath, si attribuisce un “peso” diverso alla temperatura oraria giornaliera; in questo caso, il calcolo risulta molto più complesso, ma nello stesso tempo più accurato.

Quando gli inverni sono miti, quindi le piante accumulano meno ore in freddo, si può registrare un prolungamento della dormienza. Ciò può determinare una irregolare e variabile schiusura delle gemme e, quindi, rappresentare un vero e proprio limite alla produttività economica delle colture frutticole.

Fabbisogno in freddo delle diverse specie di piante da frutto del nostro territorio.

SpecieOre di freddo
Albicocco400-600
Olivo100-250
Melo600-900
Pesco700-800
Pistacchio800
Susino europeo800-1000
Vite200
Kiwi700-1100
Kaki<100
Melograno<100
Mandorlo250-500
Ciliegio700-800