Anche l’agricoltura presente nel “Decreto Rilancio”

Anche il settore agricolo è presente nel D.L. n. 34 del 19 maggio 2020 “Decreto rilancio”.


Le attività agroalimentari infatti, nonostante sempre consentite durante il periodo dell’epidemia, hanno subito comunque una contrazione del fatturato principalmente a causa del blocco del ramo della ristorazione.

Sono previsti sia aiuti a fondo perduto per le perdite economiche subite durante la pandemia, sia strumenti finanziari per l’accesso agevolato al credito.

Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, scompare l’incremento del fondo a sostegno dell’agrumicoltura e l’accesso al credito agevolato per gli allevatori di ovini.

Oltre alla disposizione concernente l’emersione dei rapporti di lavoro irregolari, è stata anche estesa la possibilità di accedere al “contributo a fondo perduto” agli imprenditori agricoli titolari di reddito agrario.

Diventa possibile rinegoziare mutui e prestiti di conduzione in essere al 1° marzo scorso per accedere a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle previste in sede di stipula del contratto.

CREDITO D’IMPOSTA SUL CANONE DEGLI AFFITTI 2020

Credito d’imposta nella misura del 60% dei canoni mensili di locazione anche per gli immobili non abitativi destinati all’esercizio di attività agricole.

SOSTEGNO ALLE FILIERE

È prevista l’istituzione del nuovo «Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi» con una dotazione di 500 milioni di euro per un sostegno diretto alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura in forma di de minimis o nel rispetto della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020, C(2020) 1863 final. Tuttavia, per conoscere le modalità di attuazione del Fondo, dovrà attendersi decreto del Ministro delle politiche agricole da emanare entro venti giorni dall’entrata in vigore del decretone.

ANTICIPO PAGAMENTI PAC

Anticipi PAC del 70% rispetto al precedente 50%. Tale intervento ha trovato effettiva collocazione nel decretone, ma era stato già pensato nel “Cura Italia” e soppresso in sede di conversione a causa di un disguido tecnico su un emendamento.

SOSTEGNO SETTORE VITIVINICOLO

Uno stanziamento di 100 milioni di euro alle imprese vitivinicole che si impegnano alla riduzione volontaria rispetto ai cinque anni precedenti, per almeno il 15%, della produzione di uve da trasformare in vini di qualità (DOCG, DOC, IGT). La norma, che troverà concreta applicazione soltanto a seguito di decreto attuativo da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore, è finalizzata a contenere le già elevate giacenze conseguenti alla grave crisi per il blocco del canale HO.RE.CA. Così facendo, si ritiene di limitare la sovrapproduzione di vino potendo mantenere un equilibrio di mercato tale da prevenire il crollo dei prezzi. La comparazione delle quantità prodotte nel 2020, rispetto alle annate precedenti, avverrà attraverso la consultazione dell’apposito Registro telematico in cui confluiscono annualmente le denunce della produzione.

MUTUI CONSORZI DI BONIFICA ED ENTI IRRIGUI

Anche per i consorzi di bonifica e gli enti irrigui le cui funzioni potrebbero essere compromesse dalla sospensione della riscossione dei contributi di bonifica è prevista un’apposita misura.
Avranno la possibilità di accendere mutui e prestiti agevolati erogati da Cassa depositi e prestiti, o altri enti finanziatori, con interessi a totale carico dello Stato se al di sotto di determinate soglie.
Gli importi finanziati non devono essere però impiegati per l’assunzione di personale dipendente.

Gli enti consortili, costituiti ai sensi delle disposizioni del Regio Decreto n. 215 del 1933 e attualmente disciplinati dalle normative regionali, sono preposti alla realizzazione delle opere di bonifica dei territori e alla relativa manutenzione. L’orientamento della Cassazione è unanime nel ritenere che i contributi di bonifica siano illegittimi in assenza dell’esercizio di dette attività che arrechino un concreto beneficio alle proprietà consorziate. La norma, pertanto, favorendo l’effettuazione delle opere di bonifica potrebbe prevenire situazioni contenziose tra l’ente impositore e i proprietari dei fondi ricadenti nei